|
|
Siete venuti tutti a conoscenza, ascoltato o letto argomenti inerenti a questa famigerata “Posturologia” e certamente ognuno di voi si sarà fatto un idea buona o cattiva e inevitabilmente, ognuno in base alla sua conoscenza ed esperienza professionale, l’avrà connotata a suo modo. L’argomento che stiamo introducendo, solamente dieci anni fa avrebbe avuto bisogno di un corso di I livello per mettervi nella condizione di comprendere la complessità dello stesso ed il riscontro medico-scientifico che esso rappresenta. E per il momento questo articolo vuole solamente introdurre chiarezza storiografica nello stato dell’arte della posturologia, con l’intento, di volta in volta, di entrare nella presentazione di questa disciplina descrivendone l’embriologia, l’anatomia funzionale e la clinica diagnostica che la identificano come, a tutto diritto una vera branca medica e per i medici. Un breve cenno della storia della Posturologia. Nel 1837 Charles Bell scriveva: “Come fa un uomo a mantenere la postura eretta o inclinata contro il vento che gli soffia contro? Ė evidente che possiede un senso attraverso il quale conosce l’inclinazione del suo corpo e che possiede la capacità di riaggiustare e correggere tutti gli scarti in rapporto alla verticale.”. Nel 1845 Longet studiò il ruolo della propriocezione dei muscoli paravertebrali nel gestire la stazione eretta e di questo periodo sono anche gli studi di Romberg che dimostrò l’importanza del sistema oculare nell’equilibrio. Vierordt (1864) a Berlino aveva registrato i movimenti oscillatori dei soldati fissando sul casco degli stessi una piuma che, sfregando contro un disco rivestito di nerofumo, descriveva tali movimenti e le loro ampiezze. L’anno successivo Flourens approfondì il ruolo che il sistema vestibolare aveva nel mantenere la postura eretta. Il 1900 fu l’anno degli approfondimenti della propriocezione ed esterocezione con De Cyon (1911) che studiò il ruolo della propriocezione oculo-motoria e Magnus (1926) il ruolo della pianta del piede nel mantenere l’equilibrio. In questi anni tutti si concentravano a ricercare un solo apparato sensitivo che fosse responsabile del controllo dell'equilibrio e questo varò l’inizio delle dispute che nacquero fra i vari ricercatori che si occupavano del sistema posturale e dei suoi controlli. Nel 1940 André Thomas distingueva già i concetti di equilibrio e di messa in equilibrio. Mentre Raquet nel 1953 permise la creazione di un apparecchio che registrava i fenomeni oscillatori del sistema posturale fine senza modificarli: la piattaforma posturografica. Le Baron nel 1955 valutò l’importanza del sistema oculomotore nell’attitudine posturale, con lo studio dei pesci (creando chirurgicamente vari gradi di strabismo). Tadashi Fukuda nel 1959 valutò il riflesso nucale, in relazione all’iperprogrammazione di alcuni muscoli del cingolo scapolo-omerale, in atleti di arti marziali. Ma nel 1987 Da Cunha definì per primo il concetto di sindrome da deficit posturale (SDP). Dal 1986 al 1997 Gagey, Bizzo e Weber permettono, grazie all'informatica, un'interpretazione posturografica efficace e la creazione di norme specifiche con la creazione di una piattaforma posturografica (Norme dell’Association francaise de posturologie & international society for postural and gait research). P.M. Gagey e B. Weber hanno introdotto il temine di posturologia (Posturologie. Régulation et dérèglements de la station debout, 1995) cercando di connotare questa disciplina in un ambito soprattutto clinico, superando tutte le branche della terapia manuale e le tecniche riabilitative tese all’ottenimento di un riequilibrio della stazione eretta, ed introducendo per la prima volta argomenti di clinica neurofunzionale. A tutto diritto la sua scuola è da considerarsi come la madre della posturologia moderna. Questo percorso ha visto nascere sulla sua strada una moltitudine di protocolli terapeutici confusi, se pur coraggiosi, basati su tentativi di far convivere delle terapie manuali con la correzione e/o l’esclusione di informazioni neuro-recettoriali. Nella fattispecie per tutti gli anni novanta la scuola francese, nell’ambito di un protocollo terapeutico manuale, cercava di liberare il campo da perturbazioni del recettore primario del sistema posturale, l’occhio. A tal uopo si utilizzava di volta in volta, per correggere o manipolare asimmetrie oculomotorie, lenti ad effetto prismatico cosa che si è rivelata essere molto rischiosa per gli enormi effetti posturali non prevedibili, oppure istillando, per un periodo limitato di tempo (finché durava il trattamento osteopatico o manipolativo), collirio a base di inosina monofosfato od anche sfruttando l’effetto magnetico di inibizione sulla contrattura dei muscoli oculomotori (applicando un magnetino periorbitario esterno). Dagli anni novanta in poi abbiamo assistito, in Italia, ad una vera e propria importazione, in un campo completamente sconosciuto al mondo accademico e scientifico italiano, di osteopati francesi medici e non, che si sono fatti portatori di una verità che la scuola di posturologia francese non gli ha mai commissionato. In altri termini siamo stati imboccati di terapia manuale sdoganata come posturologia. Senza parlare poi di tutto il mondo della chiropratica che, cavalcando l’onda di questa moda, si è a sua volta effigiata anch’essa con termine di posturologia. Per non parlare di presidi usati da sempre e ridefiniti posturali che continuano tutt’oggi ad essere propinati, ma che contengono gli stessi principi di biomeccanica in barba alla sottile e complessa informazione e gestione neuro-sensoriale che il corpo umano utilizza per definire il proprio schema posturale (la svariatissima gamma di plantari, byte, compressioni elastiche, ecc.) ed infine la così detta da sempre “ginnastica correttiva” attualmente ridefinita “ginnastica posturale”. In Italia nel 1998 con la nascita della: “Accademia Italiana di Scienze Posturali” a Napoli si misero le basi per un ulteriore approfondimento scientifico teso all’inquadramento di una variegata sintomatologia (vertigini, cefalee, dolori ricorrenti, insufficienza venosa cronica sine materia, ecc. ecc.), e la fine relazione co-patogenetica che essa ha con il manifestarsi della patologia d’organo. Il contributo di questa Accademia è stato, fino ad oggi, coronato da ottimi risultati ed ha contribuito alla strutturazione di un protocollo medico-scientifico e clinico-diagnostico finalizzato all’inquadramento del paziente affetto da “Sindrome da Deficit Posturale”. A tal uopo ha anche definito il limite terapeutico di integrazione con altre terapie manipolative e riabilitative che non perdono affatto la loro valenza sul sintomo ma che, inevitabilmente, non riescono a rimuovere le condizioni che determineranno la recidiva. Ma la novità assoluta consiste nel fatto che, ed è per questo che ci siamo sempre rivolti al mondo medico, le varie competenze mediche-specialistiche trovano una dimensione di grande apertura di approccio diagnostico e di utile sinergia. Nel suo percorso l’Accademia Italiana di Scienze Posturali, ha fatto nascere il Centro Internazionale di Ricerca Avanzata in Posturologia Clinica (CIRAPoC) nel Dipartimento di Scienze Biomediche presso l’Università degli Studi di San Marino. In esso ha trasferito tutto il proprio bagaglio esperienziale e ha permesso la nascita di Master di secondo livello in Posturologia Clinica sia ad indirizzo specifico che multidisciplinare, ma comunque sempre rivolto alla classe medica. A cura del Dr Alberto Cataldi.
Vedi la nuova sezione: IL MALATO POSTURALE Vedi la nuova sezione: Microgravità
|
|
Diritti riservati - dott. Alberto Cataldi 2010. Ultimo aggiornamento: 28-11-10. Si prega vivamente il lettore di non copiare le informazioni riportate, come succede di frequente sui siti... è illecito copiare i dati, senza l'autorizzazione degli Autori.... se sono essenziali per il vostro lavoro scientifico chiedete l'autorizzazione inviando un E-mail a: info@flebologialinfologia.com siamo aperti a qualsiasi tipo di collaborazione scientifica e culturale. Grazie. |